Omeopatia

 

Terapia molto comune (dal greco omoios = simile, somigliante e pathos = sofferenza, malattia, esperienza), e’ basata sul principio che il simile cura il simile; in altre parole, “ogni sostanza capace a dosi ponderali di provocare dei sintomi in un soggetto sano, puo’, a dosi deboli, guarire quegli stessi sintomi in un soggetto malato”, o meglio stimolare il  corpo del paziente ad autocurarsi.

Questa terapia fu scoperta circa 200 anni fa da Samuel Hannemann che comincio’ ad interessarsi ai poteri del trattamento omeopatico dopo aver studiato l’utilizzo del chinino nella cura della malaria.

I sintomi della malattia sono indicazioni del fatto che il corpo sta combattendo per curarsi da solo: un medico omeopata, invece di eliminarli, li interpreta e sceglie un rimedio che produca gli stessi sintomi in una persona sana. In tal modo il corpo viene sollecitato a contrastare efficacemente la malattia.

Ogni specifico aspetto della vita di una persona, le abitudini, le emozioni, l’alimentazione, l’esercizio fisico, le modalita’ del sonno, la carnagione, l’appetito, gli umori, la postura, l’ambiente, e molti altri elementi sono presi in considerazione insieme all’analisi dei sintomi allo scopo di predisporre esattamente la cura appropriata. Le caratteristiche dei sintomi sono importanti tanto quanto i sintomi stessi e la costituzione della persona che ne soffre.

Talvolta, dopo la prima somministrazione del rimedio omeopatico, i sintomi potrebbero peggiorare leggermente e per un po’ di tempo; e’ il segnale che le difese del corpo sono state stimolate ad autocurarsi.

Le preparazioni omeopatiche sono previste in tre principali forme:

  1. Granuli: sono piccole sfere di saccarosio e lattosio da assumere da 3 a 5 granuli per volta

  2. Globuli: sono piccolissime sfere (10 volte piu’ piccole dei granuli) da assumere in un’unica somministrazione

  3. Gocce: diluizione alcolica da assumere pura o in un po’ d’acqua

I granuli ed i globuli devono essere lasciati cadere in bocca, sotto la lingua. non devono essere deglutiti, ma lasciati sciogliere in bocca. In caso di impossibilita’, come nel lattante, il rimedio puo’ essere sciolto in acqua o nel latte senza che ne venga meno l’efficacia. I granuli ed i globuli non devono essere toccati con le mani, ma versati nell’apposito tappo contenitore e lasciati cadere in bocca, sotto la lingua.